RADIO FLÂNEUR – “History books” dei Gaslight Anthem.
Ritorno al classico heartland rock per la band di Brian Fallon

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L’occasione propizia per parlare dei Gaslight Anthem è data dalla recente pubblicazione online di un EP di quattro canzoni in formato acustico, chiamato History books – Short stories (marzo 2024), che suggella un percorso iniziato l’anno precedente con History books, il loro ultimo lavoro in studio da quasi dieci anni a questa parte. Ma per quanto possano essere interessanti le quattro tracce acustiche proposte nel nuovo progetto discografico – che per la cronaca corrispondono alle versioni acustiche di History books e Positive charge dal loro ultimo album, la cover Ocean eyes di Billie Eilish e la riproposizione della loro Blue jeans & white t-shirts –  è proprio sull’album History books che si vogliono concentrare le righe che seguono.

Pubblicato nell’autunno del 2023, il sesto disco in studio della band americana del New Jersey e figlia putativa di Bruce Springsteen ha segnato un ritorno importante al classico sound espresso dal gruppo, dopo una pausa discografica più o meno forzata di otto anni e la pubblicazione di alcuni lavori solisti del cantante Brian Fallon. History books forse non aggiunge nulla alla storia dei Gaslight Anthem (ed è il suo unico limite), ma allo stesso tempo cementifica le potenzialità del gruppo, confermando in pieno le loro intenzioni stilistiche (e questo è il suo merito più grande): classic rock americano a tutto tondo, canzoni d’impatto e perfette per i live della band, con le solite tematiche affrontate nei lavori precedenti unite a un pizzico inevitabile di maturità in più.

Rimessa in moto la macchina da guerra dei Gaslight Anthem – dopo alcuni dischi solisti di Fallon e un’ultima prova di gruppo diversa dai canoni stilistici abituali (Get hurt, 2014) – la band americana riparte dal sound maturato in quel piccolo capolavoro che risponde al nome di Handwritten, magnifico album pubblicato nel 2012: chitarre elettriche in primo piano, qualche svisata punk per rimescolare le carte e un paio di frenate acustiche di grande impatto e mestiere fanno di questo History books un perfetto condensato di quello che i Gaslight Anthem sono stati e probabilmente vogliono continuare ad essere: una rock band nel senso più classico e naturale del termine, con tutti i limiti e i punti di forza che ne derivano.

Complice anche un duetto con il loro padre adottivo – ovvero il Boss in persona, che canta in una strofa della title-track History books – il nuovo disco di Fallon e soci scorre via che è un piacere, fra slanci elettrici potenti e ben centrati come l’iniziale Spider bites (perfetta per i concerti dal vivo), la stessa History books o il singolo Positive charge e ballate acustiche come la stupenda e cantautorale Michigan, 1975 o la minimalista ed emozionante Autumn. Il resto delle canzoni – l’arrembante Little fires che strizza l’occhio al punk delle origini, le pur riuscite The weatherman ed Emipres che si aggirano dalle parti del Boss anni Novanta, il notevole mid tempo di Live in the room above her e la conclusiva ballata A lifetime of preludes – mantengono uno standard qualitativo di alto livello, confermando la formazione del New Jersey come una delle più valide band nel panorama di un certo rock made in USA: con la benedizione del Boss in persona, potevano esserci dubbi?

History books rappresenta la grande costellazione dell’universo musicale dei Gaslight Anthem fotografati nel 2023: come ogni libro di storia che si rispetti, racchiude e sublima il meglio della loro musica e del loro modo di intendere la canzone rock nell’epoca contemporanea, da sempre in perfetto equilibrio tra l’epicità di un certo heartland rock americano, l’urgenza punk della giovinezza e la dolcezza tipica delle ballate più intime e profonde. Equilibrio stilistico, rinnovata ispirazione e serenità all’interno della band confermati anche dalle quattro tracce acustiche contenute nell’EP History books – Short stories, il cui unico difetto è quello di esser stato pubblicato soltanto in formato digitale e non su supporto fisico.

Matteo Manente

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